camaldoli

Camaldoli. Foto di Francesca Fabbri.

Era una bella giornata dell’anno 1966, la mattina presto partimmo: Lionello con la sua macchina e con Peppino e l’Olga mentre io e mia moglie eravamo nella macchina di Mario e dell’Anna Rosa.

Dopo avere percorso diversi chilometri la macchina di Lionello si fermò e ci faceva cenno di avvicinarsi; credemmo che fosse successo qualche guasto perciò ci avvicinammo subito ma Peppino chiamò per farmi sentire l’Inno dei lavoratori credendo che mi scandalizzassi perché si diceva che era l’inno dei comunisti: io invece mi misi a ridere e gli dissi “questo è l’inno di tutti i lavoratori a qualunque partito appartengono“, e lui rimase deluso.

Finalmente arrivammo alla Verna, ammirammo lo splendido panorama, visitammo la grotta dove San Francesco visse in penitenza e ricevette le Sacre Stimmate, oggi trasformata in cappella, il convento, la chiesetta degli angeli la chiesa maggiore. Il convento è uno dei maggiori centri dell’ordine francescano. In questi luoghi suggestivi che ti invitano alla meditazione, pensando a San Francesco ti senti invadere da sensazioni difficili a descrivere. Ci accompagnava un frate che ci raccontò tanti episodi su San Francesco.

Avevamo portato il pranzo al sacco, ci ritirammo in un posto appartato all’ombra di un grande albero e pranzammo.

Quel giorno ebbi modo di meditare sulla grandezza di questo Santo con le Sacre Stimmate, sui suoi dolori sopportati con una santa rassegnazione. Il suo Cantico delle Creature dimostra un amore grande verso il Creatore, conquista, fa bene all’anima, spinge ad accettare con rassegnazione i dolori e le avversità di questo mondo, fa pensare alle sofferenze del buon Gesù sulla croce, alla Vergine Santa nostra mediatrice.

Nel ritorno siamo passati a Camaldoli. Lungo la strada vi era una foresta di abeti; abbiamo visitato il celebre monastero e quello che mi ha più colpito sono state le cellette separate nel recinto dell’eremo: le ho subito disegnate e in seguito le ho riportate su tela e incorniciate. Il quadretto ora è di Lionello.

Comunque di questo viaggio ciò che mi ha più colpito è stato il monastero della Verna; San Francesco è il protettore dell’Italia ma anche il nostro perché la domenica in cui ci siamo sposati nel 1931 era il 4 ottobre, festa del Santo, e quando sono tornato a casa non ho potuto fare a meno di rileggere il libro intitolato “I fioretti di San Francesco”.

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