(Continua dalla parte 1)

Successe poi un fatto che per diverse notti non mi fece dormire.

Era avvenuto un deragliamento di un treno e la causa era stata individuata in una molla a balestra (ogni officina che faceva questo lavoro doveva stampare la propria sigla); la mia paura era giustificata da un fatto avvenuto qualche mese prima. Un saldatore operaio che era addetto al riordino delle staffe delle suddette molle, non eseguiva bene il lavoro e questo me lo riferì un altro operaio: per non compromettere quest’ultimo sorpresi il responsabile sul fatto, lo redarguii dicendogli che su quel treno avrebbero potuto viaggiare anche i suoi famigliari e gli feci notare la gravità di quello che faceva: mi si raccomandò di non fargli rapporto e non glielo feci.

Pensando a quel caso, lo collegavo al deragliamento. Non sempre si possono seguire tutti i lavori ma quando succede qualche disastro è sempre il capo reparto che paga, anche se per la leggerezza degli operai che eseguono male il lavoro. Mia moglie cercava in tutti i modi di tranquillizzarmi e mi diceva di dormire tranquillo. Mi liberai di questo peso solo quando seppi che l’officina che l’aveva riparata era quella di Verona.

Passarono diversi mesi sotto la direzione del nuovo ingegnere capo e sembrava tutto tranquillo, quando un giorno mi chiamò per dirmi che mi avrebbe portato via un capo tecnico aggiunto e che, oltre la direzione del reparto, avrei dovuto assumermi anche la sua parte di lavoro.

Io risposi che mi rifiutavo, che l’avrei fatto se tale trattamento fosse stato applicato anche agli altri capi reparto. Lui mi disse che durante la malattia di questo tecnico avevo assolto questo compito e che potevo continuare a farlo. “Senta ingegnere, l’ho potuto fare per un periodo breve in cui è stato assente ma molte cose sono rimaste sospese e se l’assenza fosse continuata oltre, se ne sarebbero accumulate altre. Del resto, quello che è successo a me è successo anche a lei: si ricorda quando sono stati assenti i due ingegneri aggiunti? Lei ha mandato avanti l’officina da solo, e allora perché non manda via quei due ingegneri, perché tanto lei non ha bisogno di loro?“.

Rispose solo con una parola: ” Toccato”, e non se ne parlò più.

(Continua…)

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