Mio figlio Mario era partito per Roma con l’Azione Cattolica. Noi invece decidemmo di partire all’ultimo momento quindi non avevamo il posto prenotato per dormire ma ci assicurarono che il posto ce lo avrebbero procurato.

Il treno speciale partiva da Forlì e raccoglieva i pellegrini nelle diverse stazioni. Noi di Rimini avevamo un vagone riservato ma non era sufficiente e molte persone dovettero salire su altre vetture; ci saremmo trovati insieme alla stazione di Roma. Arrivati a Roma eravamo assillati dal pensiero di non trovare il posto da dormire e ne parlammo a Della Biancia che ci tranquillizzò. Arrivammo al collegio del Buon Pastore, qui c’erano grandi cameroni nei quali, con tavole di legno, avevano fatto tanti scompartimenti; a noi assegnarono uno scompartimento con due reti che unimmo e così potemmo dormire anche se un po’ stretti: mia moglie da una parte, Lionello dall’altra e io nel mezzo.

Molti si lamentavano o per una cosa o per l’altra, o perché le lenzuola erano poco pulite; ma i pellegrini erano molti e bisognava adattarsi. Nel camerone assegnatoci gli scompartimenti erano molti ed eravamo tanti; diversi russavano e c’era uno in particolare che russava con certe note molto acute. Una signora di Rimini, simpatica, aveva un modo di dire che faceva ridere tutti. Siccome fuori c’erano degli esploratori che cantavano inni, questa signora disse: “Senti che roba, fora i chenta e dentra i sona[senti che roba: fuori cantano, e dentro suonano], e tutti a ridere a non finire. La sera, questa signora con le sue trovate teneva allegri tutti, ma una sera quello delle note acute disse che dovevamo fare silenzio, che non era una cantina e che la dovevamo smettere perché voleva dormire. La signora, pronta, disse: “Senti chi è che zcor ad canteina[senti chi parla di cantina], e giù risate.

Durante il giorno in corteo si andava a fare visite alle basiliche. Noi facevamo le visite per conto nostro perché mia moglie non era buona camminatrice, non si sentiva di seguire i cortei e prendevamo il tram. Visitammo Castel Santangelo, la Scala Santa, le Fosse Ardeatine, le catacombe, i Musei Vaticani, la fontana di Trevi e diverse chiese; molte cose le avevamo viste nel viaggio di nozze, ma ci siamo tornati per Lionello che era la prima volta che veniva a Roma; andammo anche nella chiesa di San Pietro in Vincoli a vedere la stupenda statua del Mosè di Michelangelo.

Quando tornammo a casa, mia moglie era contenta: benché ci riposassimo nelle chiese, era stanca.

Annunci