Dopo la guerra i trasporti per ferrovia erano molto precari, le carrozze erano state quasi tutte distrutte dai continui bombardamenti ma viaggiare era una necessità, perciò il Servizio, con i pochi mezzi disponibili, cercò ugualmente di far circolare i treni. Per l’occasione vennero utilizzati diversi carri bestiame.

Io e mia moglie durante la guerra avevamo fatto un voto: se ci fossimo salvati, saremmo andati a ringraziare il buon Dio e la Madonna nel Santuario di Loreto.

Avevamo finito di mettere in ordine la casa e io ero impaziente di mantenere la promessa fatta. Così una mattina andammo in stazione e partimmo per Loreto.

Il treno era composto di soli carri bestiame, dentro avevano messo della paglia per potersi sedere. Arrivati a Loreto fummo trasportati al Santuario con un camion. Assistemmo alla messa, facemmo la comunione e recitammo le preghiere di ringraziamento.

Uscimmo e, dopo aver fatto un giretto, cercammo un posticino per mangiare quello che avevamo portato da casa. Con lo stesso camion tornammo in stazione, dove prendemmo i il treno per il ritorno a Rimini. Eravamo molto contenti, perché avevamo mantenuto la nostra promessa.

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