La sera, quando tornavo dal lavoro, andavo nel fondo dove avevo il banco da lavoro con una piccola morsa e costruivo lumi a petrolio perché mancava la corrente elettrica.

Questi lumi erano così composti: la base, che serviva anche da serbatoio per il petrolio, era costituita dalla metà inferiore di bottiglie di vetro di colore verde, chiusa superiormente da un coperchio-tappo ricavato dal fondo di una scatoletta vuota rotonda e  con lo stesso diametro. In questo coperchio era praticata una feritoia che serviva per il passaggio dello stoppino (solitamente era di cinghie usate per le serrande) e per il fissaggio della macchinetta che lo faceva salire dal serbatoio. Questa macchinetta era coperta dalla cima tagliata di un cappuccio per granate di mortaio e, infine, c’era il tubo che era formato da una bottiglia di vetro bianco alla quale avevo fatto saltare sia il fondo che la cima del collo.

Per costruire questi lumi dovevo andare a cercare le bottiglie che gli Inglesi buttavano via e tutte le domeniche le trovavo nei mucchi di rifiuti, assieme ai cappucci e alle scatolette vuote.

Tanti lavori ero costretto a farli in cucina perché dovevo scaldare il saldatore per saldare e il ferro per tagliare le bottiglie e per questo lavoro mi servivo della stufa. Per tagliare le bottiglie avevo confezionato un ferro del diametro uguale a loro. Trovai lo stagno per saldare da Dolci e l’acido da Pozzi.

Un giorno Leoni, che aveva una piccola bottega da fabbro e riparava le cucine economiche, mi ordinò parecchi lumi che poi rivendeva e senza fatica faceva il suo guadagno; seppi anche che diceva che era lui il fabbricante. Un giorno mi portò parecchie bottiglie da tagliare per una osteria che se ne voleva servire come bicchieri; gliene tagliai parecchie e sul taglio passavo una pietra  di carborundum che avevo rimediato, così quando bevevano non c’era pericolo che si tagliassero le labbra.

I lumi me li ordinò anche Gentili che aveva il negozio di ferramenta in via XX Settembre. Con questo lavoro guadagnai parecchi soldini che spesi per comperare tante cose e viveri a mercato nero.

Andando via gli Inglesi non si trovavano più le bottiglie, e quindi questo lavoro finì, ma per fortuna stava tornando la corrente elettrica.

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