Al ritorno da San Marino, appena sistemata la casa, mi iscrissi al circolo A.C.L.I. che era all’inizio della sua attività. Dato che ero assillato da diversi lavori, la mia attività fu scarsa però non mancai mai alle riunioni, intervenendo per la soluzione di diversi problemi. Il circolo era molto frequentato, nelle riunioni la sala del teatro era sempre piena di soci, l’attività era molto sentita da tutti. Vi era la mensa che funzionava in pieno; nel teatro furono date anche diverse commedie fra le quali “La Franzchina da l’ai”.

Negli intervalli diversi soci si esibivano in piccoli monologhi satirici. Prima di Natale fu indetta una gara col gioco delle carte, in palio c’erano un paio di capponi; la gara era ad eliminazione delle squadre finché rimanevano le due finaliste. Vi fu in teatro anche un concerto vocale in cui cantò il tenore Ballerini. Il teatro era sempre pieno, in tutte le rappresentazioni.

Le A.C.L.I. gestivano anche uno spaccio di generi alimentari. Quando i miei compiti familiari e tanti altri lavori che facevo si normalizzarono la mia attività aumentò, ma non volli assumere nessuna carica. Io e l’amico Farroni però organizzammo gare di bocce. Quello che si giocava al circolo non aveva niente a che fare col solito gioco che vedevamo comunemente; questo si chiamava “Gioco liscio” oppure “Gioco delle bocce col piombo”: aveva le sponde in cemento (che in questo gioco sono importanti) e calcolando l’angolazione, si lanciavano le bocce che andavano a colpire quella avversaria o a togliere  il punto. Questo gioco, seguito da molti spettatori, si avvicina molto al gioco delle boccette del bigliardo. Le bocce hanno del piombo inserito da una parte e per il loro uso richiedono una certa tecnica.

Questo gioco mi piaceva molto e feci diverse partite ma poi dovetti smettere perché una forte artrosi mi impediva di curvarmi. Nelle gare organizzate da me e da Farroni i concorrenti erano sempre molti e in palio vi era sempre una bella coppa d’argento. Si sorteggiavano i giocatori per la formazione delle squadre e si iniziava la gara che era ad eliminazione diretta, finché rimanevano le due finaliste che si disputavano la coppa.

Di queste gare ne facemmo parecchie e quando Farroni si ammalò e morì fu sostituito da Vannoni.

La mia attività si intensificò specialmente nella ricorrenza della festa dei Lavoratori del 1° maggio.

Si facevano molti giochi: si faceva l’albero della cuccagna, la corsa nei sacchi, la pentolaccia e tante altre cose.

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