La Banda CittadinaPer i forestieri il compenso era di L. 300 al mese, per i professionisti locali era di L.150 mentre noi novellini prendevamo L. 90 ma eravamo contenti, perché era un onore far parte di un complesso così ben formato.

Mancavano degli strumenti musicali: il podestà telefonò alla ditta Gazzani di Milano, fabbricante di strumenti musicali e ordinò gli strumenti mancanti con preghiera di spedirli urgentemente a Rimini addebitando la spesa al Comune.

La ditta accettò questo incarico ma precisò che per il ritiro doveva pensare il Comune. Io dissi che avevo i biglietti della ferrovia con un buono bagaglio e sarei andato a ritirarli volentieri, così avrei ritirato il trombone basso “in fa” per me. Il podestà mi diede una lettera di presentazione con tanto di timbri del Comune.

Partii la mattina presto; appena arrivammo a Milano presi un taxi, diedi l’indirizzo al conducente che mi condusse alla porta della ditta Gazzani, consegnai la lettera di presentazione al proprietario che diede ordine di preparare subito gli strumenti, di imballarli bene e di metterli in una cassa; dietro mia preghiera chiamò un’agenzia di trasporti per il trasporto alla stazione.

Alla stazione andai subito all’ufficio bagagli per spedirli sullo stesso treno sul quale viaggiavo io. Qui ebbi delle contestazioni, volevano sapere cosa trasportavo; io dissi che essendo suonatore avevo degli strumenti musicali per mio uso. Per fortuna trovai un impiegato che mi favorì e così il bagaglio partì con me sullo stesso treno.

Arrivai a Rimini la sera e corsi subito alla sala dove si facevano le prove (era appunto quella l’ora) dove vi era quasi sempre il podestà che assisteva. Arrivai trafelato e dissi che gli strumenti erano arrivati e si trovavano al deposito bagagli. Il podestà disse di prendere un taxi e insieme all’inserviente della banda andammo a ritirarli. Il podestà e anche il maestro si compiacquero per il lavoro che avevo fatto. Ma anch’io rimasi soddisfatto perché mi diedero lo strumento che dovevo suonare.

Il complesso musicale era molto apprezzato per le perfette esecuzioni. Il piazzale a monte del Kursaal dove la Banda suonava (il palco era sistemato sulla sua gradinata) era pieno di turisti e i riminesi erano sempre ai primi posti.

I suonatori erano tutti in divisa e queste erano state fate su misura da una sartoria. Sembravamo tanti ufficiali e ricordo che diversi militari per errore ci facevano il saluto.

E anche a mia moglie piaceva quella divisa e mi diceva che mi stava molto bene.

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