lungomare

Da Rimini Sparita

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Pietro Palloni era marito dei Nella Belisardi la quale, dopo la morte di suo padre Matteo Belisardi, aveva ereditato una grande fortuna che, unita a quella del marito, fecero di Palloni il nababbo di Rimini.

Al tempo in cui fu podestà Pietro Palloni si realizzarono diversi lavori importanti. Nella zona a mare nel 1932 fu ultimato il primo tronco di lungomare che dal porto canale arriva al piazzale del Kursaal. Questo lavoro fu molto apprezzato dai riminesi perché era la passeggiata che portava al porto, dove si trovavano diversi pescatori con la canna e anche col lucernone e molti si fermavano volentieri a conversare.

Un altro lavoro importante per la città di Rimini fu la demolizione, nel borgo San Giuliano, di casupole e fabbricati antigienici per aprire la nuova via che porta direttamente al cimitero, mentre prima passato il Ponte di Tiberio bisognava voltare a destra e sbucare sulla piazzetta della chiesa di San Giuliano.

Palloni, appassionato di musica, pensò di creare un complesso bandistico di un certo valore; non so come conobbe il maestro Manente, compositore di parecchie marce, reduce da una tournée in America, ove aveva riscosso un buon successo con la banda della Finanza.

Allora a Rimini, il suonatore di corno Ballerini, racimolando tutti i suonatori della città, aveva formato una banda di una quarantina di suonatori e si faceva servizio in piazza Cavour; certo non era un gran complesso ma si sceglievano i pezzi adatti che i riminesi apprezzavano molto.

Una domenica Palloni disse che sarebbe venuto un maestro di banda a sentirci suonare, perciò si raccomandò di non fare brutta figura. Ricordo che quando il podestà Palloni, in compagnia del maestro Manente, venne a sentirci, si suonava “I Vespri Siciliani” di Giuseppe Verdi; allora io suonavo il bombardino che nell’insieme aveva una bella parte e io la sapevo a memoria.

Il maestro Manente rimase soddisfatto e accettò l’incarico di formare la banda con la clausola che avrebbe rinforzato il complesso con altri elementi nuovi. Mandò una marcia sinfonica che aveva scritto per gli Stati Uniti che aveva entusiasmato gli americani, intitolata “New York”, effettivamente era una bella marcia e anche lunga.

Ballerini ebbe l’incarico di fare le prove e quando venne il maestro Manente fu soddisfatto.

In seguito, date le esigenze del maestro, diversi suonatori si ritirarono, ne arrivarono altri provenienti tutti dall’Abruzzo, corregionali del maestro. Il maestro Manente era andato in pensione da poco perciò era disponibile. Selezionando i diversi candidati si era formato un complesso di settanta elementi, per la maggior parte forestieri.

(Continua…)

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Notizie storiche: su Pietro Palloni.

Il Podestà Pietro Palloni governò a Rimini per 5 anni, dal 1929 al 1933. Da www.chiamamicitta.net:

“…Nel quinquennio Palloni, vennero dunque ristrutturate e ampliate le palazzine Roma e Milano, fu trasformato e abbellito tutto il piazzale a monte del Kursaal, venne acquistato e riammodernato il Grand Hotel che era stato realizzato venti anni prima (1908), fu realizzato un teatro provvisorio in legno capace di mille posti nelle adiacenze di Villa Adriatica, chiamato anche “Arena del Mare”, dove si svolsero spettacoli di opera leggera e varietà. Inoltre, fu ampliato il piazzale a mare del Kursaal e della Piattaforma, e venne allargato e dotato di illuminazione viale Regina Elena insieme alle vie limitrofe.

[E i riminesi scoprirono la passeggiata sul mare] L’opera più importante dell’amministrazione Palloni fu per Marina Centro il lungomare, che a lavori conclusi, apparve ai riminesi e ai forestieri come una fascinosa terrazza, ai margini di un ampio e vellutato arenile, un poco sopraelevato rispetto ad esso, ed affiancato da due spaziosi marciapiedi. Ad intervalli regolari, si trovavano piante ornamentali collocate sulla balaustra in urne sorrette da brevi piedistalli. Il lungomare di Palloni, il cui primo stralcio partiva dal porto canale e arrivava al Grand Hotel costituiva quella sorta di ciliegina sulla torta in un’area costituita da pregevoli edifici tra i quali il Kuursal e l’Idroterapico, oltre a numerosi villini.

I lavori del primo lungomare furono conclusi nell’anno 1932. La nuova passeggiata cambiò le abitudini di molti riminesi: i giovani si davano appuntamento al bar Zanarini, mentre gli adulti sfruttavano quella che era la nuova vetrina riminese per incontrare persone e per il passeggio. Quest’opera dunque fece scoprire un’area di Rimini che per molto tempo era stata utilizzata soltanto dai turisti. All’epoca, infatti, ben pochi riminesi avevano l’abitudine di andare regolarmente “a marina”, eccezion fatta per qualche anziano che necessitava di sabbiature per i reumatismi. In spiaggia ci si andava invece per la pesca “alla tratta”, per raccogliere “poveracce” e “cannelli”, per qualche apputamento amoroso fra le dune, mentre i contadini scendevano dalle campagne per lavare i buoi fra le onde. {Fonte Liliano Faenza, “Paga Palloni, tra lungomare e lungimiranza l’onesto podestà e i grandi progetti”.}”

Notizie storiche: su Giuseppe Manente.

Da www.tizianopalladino.it:

Nato a Morcone (Bn) il 3 febbraio 1867, …inizia a studiare ufficialmente con il maestro Caruso, entra poi al conservatorio San Pietro a Majella a Napoli studiando composizione, armonia e contrappunto con il maestro Camillo De Nardis e imparando la tecnica della tromba con le lezioni impartite dal maestro Domenico Gnarro. Perfezionò la sua conoscenza della musica al conservatorio di Madrid e poi al Liceo Musicale di Santa Cecilia di Roma. Nel 1889 divenne capomusica nel 60° Reggimento Fanteria di stanza a Novara; passò poi a dirigere altre bande musicali tra cui, nel 1905, quella del 3° Fanteria a Pistoia e, dal 1911 al 1920, del 2° Reggimento Granatieri a Roma.

Con questa formazione nel 1918, su incarico del ministero della Guerra, tenne numerosi concerti negli Stati Uniti d’America e negli anni successivi anche a Londra, Parigi e Bruxelles. Era il 1925 quando Manente, all’età di 58 anni, vinse il concorso per la Direzione della costituenda Banda Musicale della Guardia di Finanza, un posto di grande prestigio che lo portò a diretto contatto con i più grandi musicisti del tempo; fu per questa formazione che compose l’Inno dei Finanzieri che debuttò a Roma, in Piazza Colonna, il 25 Aprile del 1925. Restò alla guida della prestigiosa banda sino al 3 febbraio del 1932 quando, per raggiunti limiti d’età, dovette dimettersi in favore del maestro Antonio D’Elia, docente del conservatorio di Santa Cecilia in Roma.

Nella sua vita non si dedicò solo alla direzione, ma anche e forse soprattutto alla composizione. Difatti scrisse oltre 300 opere…  Il maestro morì a Roma il 18 maggio del 1941. Le sue spoglie furono trasferite nel cimitero di Guglionesi, accanto a quelle della moglie Ida Visdomini.

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