L’anno 1931 fu il più tragico per i conflitti sociali dopo la conciliazione. Dopo una violenta campagna di stampa, il 30 maggio 1931 una ordinanza di Pubblica Sicurezza scioglieva tutte le associazioni giovanili.

Il Papa Pio XI protestò in ogni forma e modo ma tutto fu inutile. La banda del Circolo Contessi si era sciolta da diverso tempo perché quando si andava nelle parrocchie di campagna c’erano sempre dei facinorosi fascisti col manganello e bisognava suonare “Giovinezza” che era il loro inno. I parroci di campagna, per evitare disordini, non chiamavano più la banda e molti non facevano più le processioni.

In quell’anno io ero fidanzato e non andavo più al circolo Serpieri ma andavo tutte le sere a casa della fidanzata e c’era sua mamma che mi aspettava per fare la partita a carte. Non potevo parlare a tu per tu con la fidanzata, perché dovevamo stare in cucina insieme a tutti gli altri. Per fortuna la passavo a prendere quando usciva dal lavoro nella farmacia e l’accompagnavo a casa. In quell’intervallo di tempo facevamo i nostri progetti per quando ci saremmo sposati.

Una sera, uscendo dalla casa della futura moglie, passando davanti al palazzo Castracane vidi diversi fascisti in sosta: avevo voglia di andare a trovare i miei amici [all’interno del palazzo, dove avevano sede diverse associazioni], ma poi decisi di andare a casa ia, e fu un bene perché nei locali c’erano i fascisti. Questo l’ha raccontato la Tonina Spazi alla mia fidanzata che mi aveva visto dalla finestra di casa sua e mi voleva fare il segnale di non entrare, ma io non pensavo di guardare alle sue finestre e lei non poteva parlare data la presenza dei fascisti.

In seguito tolsero di mezzo il Canonico Baravelli che era insegnante nelle scuole tecniche e professionali e lo trasferirono all’istituto tecnico di Sondrio. Era un modo elegante per infliggere all’apostolo della gioventù la pena del confino.

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