Partimmo la sera verso le 23 e arrivammo a Roma la mattina. In questa città ci trattenemmo poco perché l’avevamo già visitata per l’Anno Santo. Partimmo quindi la mattina successiva per Napoli: andammo al porto dove ammirai il golfo luminoso, il Castel dell’Ovo, i bellissimi palazzi; poi visitammo le belle chiese fra le quali San Gennaro che custodisce la teca col sangue miracoloso, visitammo la reggia e il museo che contiene opere bellissime quali statue, bronzi, mosaici, vedemmo anche il museo di Capodimonte, il Vesuvio, i campi Flegrei, Posillipo, il Vomero e tante altre cose.

Una mattina partimmo presto in vaporetto per visitare l’isola di Capri. Il ritorno a Napoli sarebbe avvenuto nel tardo pomeriggio e, sapendo che per mangiare in albergo si spendeva parecchio, portammo da mangiare al sacco. Paganini aveva una buonissima macchina fotografica e per scattare alcune fotografie appoggiò sul sedile il nostro pacco viveri, ma il mare era molto agitato e un’ondata lo portò in mare.

Quando arrivammo in prossimità della famosa grotta azzurra vedemmo pronti i barcaioli che ci aspettavano per fare il trasbordo; il mare in quel punto non era molto mosso perché le onde si infrangevano dalla parte opposta dell’isola. Nessuno però aveva il coraggio di scendere e io dissi a Paganini: “Proviamo”, e scendemmo dalla scaletta mentre i barcaioli ci aiutarono a salire sulla barchetta. Visto come andavano le cose scesero tutti.

Per entrare nella grotta c’era una piccola apertura e bisognava stendersi nella barchetta mentre il barcaiolo prendeva la catena e, tirando, entrò nella grotta. Era bellissima, ampia, l’acqua era limpidissima, azzurra di un cobalto cupo e alla profondità di 18 metri si vedeva chiaramente il fondo. C’erano diversi nuotatori, i turisti buttavano delle monete e i nuotatori le andavano a prendere.

Improvvisamente si innalzò un canto: era un gruppo di polacchi che cantavano in coro con una intonazione sorprendente. La sonorità della grotta amplificava l’effetto del canto e fu così bello che sembrava di vivere fuori dal mondo.

Quando uscimmo dalla grotta visitammo l’isola e notammo che c’erano le vigne piene d’uva pur essendo alla fine del mese di ottobre; andammo a vedere i faraglioni e il mare agitato che scagliava le onde a infrangersi contro di loro. Per mangiare entrammo in una pasticceria e mangiammo alcune paste, poi passeggiammo per l’isola. Malgrado il pranzo ridotto, fu una bella giornata.

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