quadro-barche

Sin da bambino mi piaceva vedere le barche in partenza per andare alla pesca o per trasportare merci, ma la profondità dell’acqua del porto mi faceva paura; avevo piacere di imparare a nuotare ma la paura di annegare, malgrado l’insegnamento di Mario Angelini bravo nuotatore e vincitore di medaglie in diverse gare, mi tratteneva.

Un giorno decisi di tentare, mi legai una corda sotto le braccia, la cima la teneva Mario, mi tuffai e a grandi bracciate mi allontanai dalla sponda; Mario, visto che andava bene, lasciò la corda che mi si avvolse fra le gambe, presi paura e cominciai a gridare aiuto; poco lontano c’era l’ingegnere Ghinelli che corse subito in mio aiuto, malgrado avesse un solo braccio con cinque o sei spintoni mi spinse vicino alla sponda e levatomi la corda la buttò a Mario che la prese al volo e mi tirò in salvo.

Credevo proprio di morire annegato nel porto e anche quando ho imparato a nuotare non ci sono più andato, preferivo il trampolino in mezzo al mare perché quando ero stanco tornavo indietro, prendevo la scaletta e salivo sul trampolino.

Io ringraziai tanto l’ingegnere Ghinelli, come ho detto aveva solo un braccio perché l’altro l’aveva perduto in un incidente.

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