Madonna della ScalaDa Rimini Sparita, un ‘immagine della Chiesa di Madonna della Scala (1935)

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I componenti della Compagnia del Santuario Madonna della Scala, presieduta da Roberto Pasquini, mandavano il loro giornalino in tutto il mondo e i fedeli mandavano le offerte. Essendo la Madonna della Scala protettrice della Gioventù Cattolica riminese, Pasquini ebbe la collaborazione di tutti i giovani.

Con le offerte che pervenivano si iniziarono i lavori di ampliamento. Pasquini mi incaricò di costruire le inferriate delle finestre; mi misi subito all’opera, feci il disegno che piacque e con la collaborazione di Giuseppe Magnani ed altri operai soci della Gioventù facemmo le inferriate. Per eseguire i lavori andai da Bernucci Mauro, mio ex datore di lavoro, che ci mise a disposizione la sua officina.

Poi Pasquini mi disse di fare il disegno del cancelletto alla balaustra dell’altare. Il disegno entusiasmò tutti ma realizzarlo non era una cosa facile perché ci voleva un buon saldatore per collegare i diversi pezzi fatti in ferro battuto. Parlai a un mio carissimo amico, intelligentissimo, Tito Succi, che accettò con entusiasmo ma fece presente che per eseguire il lavoro occorreva un gasometro. Riuscimmo a trovare un piccolo gasometro che una ditta non adoperava più perché ne aveva acquistato uno più grande. Procurammo tutto l’occorrente per eseguire il lavoro, ma la cosa non doveva compiersi, perché Tito si ammalò: io pensavo che fosse una malattia leggera, invece peggiorò e in pochi giorni morì.

Mi dispiacque molto perché il disegno era molto bello e ci tenevo alla sua costruzione, ma Pasquini lasciò morire la cosa avendo da eseguire lavori più importanti per l’ampliamento della chiesa e così la balaustra rimase senza cancelletto.

Mancini Flavio costruì la croce in ferro battuto da mettere sul tetto sulla facciata della chiesa.

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