Il circolo della Gioventù Cattolica “Lodovico Contessi” con l’assistente ecclesiastico Don Baravelli organizzò una gita a Ravenna.

Visitammo i diversi monumenti e le basiliche della città di cui non sto a descrivere le bellezze perché sono descritte minuziosamente nella guida della città. Parlo delle mie impressioni; come ho già scritto in altre pagine, sono un romantico, un sognatore, un amante dell’arte che in questa città domina sovrana e io non posso stare senza dimostrare il mio entusiasmo. Visitando le basiliche mi sono sentito pervadere da un senso mistico e ho pensato che questi grandi artisti per interpretare così bene certe scene religiose siano stati guidati dalla mano di Dio.

Dopo aver visitato la città siamo tornati a Rimini.

Quando la sera sono andato a letto facevo fatica a prendere sonno perché rivivevo tutte le scene e i capolavori che avevo visto e non potei fare a meno di rivolgere un pensiero a Dio.

A proposito di Ravenna, ricordo (doveva essere l’anno 1920) che vi fu un Congresso Eucaristico e il Circolo Contessi vi partecipò insieme alla banda. Ma Ravenna è il covo dei repubblicani e successe qualche parapiglia; io e Mario Angelini, che avevamo comperato il trombone da poco, per paura che ce lo rompessero corremmo a tutta velocità verso la stazione.

A Ravenna sono tornato diverse volte, anche con mia moglie, sempre attirato dai suoi capolavori.

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