Dopo la Prima Guerra Mondiale, nell’anno 1918 (avevo poco più di 16 anni) mi iscrissi alla Gioventù Cattolica e feci parte del circolo intitolato a Lodovico Contessi.

Il consiglio del circolo (presidente era Roberto Pasquini) decise di ripristinare la banda della parrocchia di San Giovanni che si era disciolta sia perché diversi suonatori per ragioni di lavoro si erano trasferiti in altri paesi sia perché era morto il maestro.

Fu chiamato ad organizzarla il maestro Parmeggiani, ex direttore della banda del Ventisettesimo Reggimento di Fanteria, in pensione. Gli strumenti furono rimessi in ordine da Bedotti che riparava strumenti di ottone e aveva un negozio nel borgo Sant’Andrea.

Il consiglio del circolo invitò i soci appassionati di musica ad iscriversi al corso per imparare a suonare; io e Mario Angelini si iscrivemmo subito. Il maestro ci prese in simpatia, vista la nostra predisposizione, ci diede per strumento un trombone ciascuno.

Il corso era un po’ accelerato: dovevamo studiare il solfeggio a casa e fra una lezione e l’altra alternavamo esercizi con lo strumento. Il maestro abitava poco lontano dalla casa di Angelini e veniva ad insegnarci anche lì: a noi la volontà non mancava e imparammo presto diverse marce e inni sacri. Così mettendo insieme i vecchi suonatori, noi e altri allievi, cominciammo a fare servizi per le processioni in paesi limitrofi.

Malgrado i primi successi il maestro continuò a darci lezioni. Imparammo a suonare anche marce funebri, così andammo a suonare ai funerali. Molte famiglie, quando moriva qualche congiunto, volevano la banda e così si guadagnavano diversi soldini.

Ma per me la soddisfazione più grande era quando ci chiamavano a suonare in teatro. Erano piccole parti da suonare sul palcoscenico (perché in orchestra erano tutti professori) ma questo ci dava la possibilità di essere spettatori di tutte le prove e quando si dava la prima rappresentazione conoscevamo tutti i motivi e la trama dell’opera e per questo la gustavamo molto di più.

Quando venivano i circhi equestri avevano sempre bisogno di suonatori e pagavano anche bene e noi gustavamo tutti gli esercizi.

Annunci