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Da Rimini Sparita: L’esatta posizione dell’Istituto Artigianelli (incisione del 1909 di autore ignoto)

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Don Stefani si era trasferito all’Istituto Artigianelli ove c’era anche l’abitazione; così si trasferì con la famiglia e il fratello Don Napoleone.

Don Stefani era instancabile, il teatrino gli diede modo di indire diverse conferenze tenute da bravissimi oratori. Nella cappellina, ove tutte le domeniche si celebrava la messa, teneva le lezioni di catechismo. Organizzò una squadra di calcio, ed essendoci uno spiazzo molto grande fece costruire impalcature con altalene ed altri giochi.

Un giorno si decise di rappresentare una commedia; in questa occasione successe un fatto molto increscioso.

Ero stato incaricato di vendere i biglietti d’entrata (che accettai volentieri perché ero contento di rendermi utile) ma quando arrivarono i ragazzi più grandi di me dovetti cedere il posto e siccome avevo bisogno di andare al gabinetto mi assentai un momento; quando tornai mi dissero che avevano controllato i biglietti venduti e mancavano dei soldi, facendo capire che sospettavano di me.

Con le lacrime agli occhi fuggii a casa e raccontai tutto a mio babbo che andò subito al teatrino e raccontò la mia disperazione per il sospetto ingiusto. Quando ritornò a casa mi disse di stare tranquillo che era andato tutto a posto, che lasciassi perdere perché avevano trovato lo sbaglio.

Che avessero trovato lo sbaglio non l’ho mai creduto e ho sempre pensato che ci fosse uno che aveva rubato che volevano coprire; infatti a distanza di anni un giorno domandai a Gattei chi era il ladro e lui mi disse il nome, che però non nomino sia perché era molto pentito di quello che aveva fatto sia per un riguardo ai genitori inconsapevoli.

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