Da Rimini Sparita: “Allo scoppiare della guerra un incrociatore austriaco bombardò la città dal mare”

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Il 24 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria e Germania, schierandosi dalla parte della Francia e dell’Inghilterra; quasi tutti gli italiani erano d’accordo e solo una minima parte non era favorevole a questa decisione perché esisteva un patto a tre (triplice alleanza fra Italia, Austria e Germania) ma l’Italia, esaminate le ragioni che avevano scatenato la guerra, la disapprovò e ruppe il patto. A dimostrare quanto detto basti ricordare che, prima dell’entrata in guerra dell’Italia, diversi Italiani erano andati volontari a combattere con i Francesi.

La mattina successiva alla dichiarazione di guerra le navi austriache bombardarono Rimini: nessuno sapeva niente e si pensava fossero esercitazioni nazionali, ma quando si cominciò a vedere i proiettili che colpivano la città le cose cambiarono. I colpi erano diretti al ponte di ferro della ferrovia onde ostacolare i trasporti, non riuscirono ma colpirono le case vicine e la chiesa di S. Antonio al porto, che non esiste più perché distrutta dalla seconda guerra mondiale.

La popolazione, presa dal panico, cominciò a fuggire verso le Grazie e anche noi con loro. Trascorso un po’ di tempo ci dissero che le navi si erano allontanate quindi tornammo in città. Alcuni cittadini che erano andati sulla spiaggia a raccogliere cannelli e vongole hanno visto quando le navi erano arrivate: benché fossero lontane si sentivano i marinai cantare. Vi furono altri bombardamenti anche con l’aviazione.

Quando venivano a bombardare veniva dato l’allarme suonando il campanone della torre civica e la gente correva a rifugiarsi nelle grotte. Noi a casa nostra avevamo una bella grotta col soffitto fatto a volta e sarebbe stata molto sicura ma non aveva finestre, quindi ci sconsigliarono di rifugiarci lì perché una bomba poteva ostruire l’uscita e farci fare la morte del topo. Quindi l’Amministrazione Comunale fece visitare tutte le grotte della città e quelle adatte furono contrassegnate con una stella blu. Per noi la grotta più vicina era nel palazzo Vitali, nostro padrone di casa, così ad ogni allarme ci rifugiavamo lì.

 

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