seminario L’edificio del Seminario. Si trova(va) a fianco del Tempio Malatestiano, e venne in parte abbattuto durante i lavori di allargamento della via Patara (ora via IV Novembre), nel 1919.  

Da Rimini Sparita

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L’onorevole Facchinetti mantenne la sua parola fino in fondo e successivamente fece assumere mio babbo come assistente dei diversi lavori comunali (il sindaco di allora era il Marchese Diotallevi).

Il primo lavoro fu l’apertura di una strada poco lontano da Riccione (a quel tempo Riccione faceva parte del comune di Rimini). La mattina del lunedì prendeva il treno e scendeva a Riccione e tornava a casa il sabato. Alloggiava in una trattoria dove consumava anche i pasti.

Una settimana mi portò con sé. La strada che costruivano era poco lontana dal mare: a me quei lavori non interessavano e a dir la verità, mi annoiavo. La prima ora del mattino la passavo bene perché mio babbo prima di andare al lavoro andava in una piccola chiesetta, poco lontana, dove recitava il rosario e le litanie; sapevo che mio babbo era molto religioso ma rimasi molto meravigliato, per me era una novità; inoltre notai che si era stabilito un rapporto fraterno fra lui e i pochi fedeli.

A peggiorare il mio soggiorno fu la puntura di un’ape e questa fu molto dolorosa: il proprietario della trattoria mi tolse il pungiglione e premeva sopra la parte colpita con la parte piatta di una lama di un coltello per cercare di alleviare il dolore. Per la verità non trascorsi una bella settimana e non tornai più.

Dopo questo primo lavoro gli furono affidati altri lavori in città, così a mezzogiorno si pranzava insieme. Gli fu affidata la sorveglianza del cantiere per il rifacimento della strada che partiva dalla piazza Giulio Cesare (ora Piazza Tre Martiri) verso la stazione ferroviaria, l’attuale via IV Novembre. Prima la via era stretta perciò furono demolite diverse case e una fetta dell’ex seminario. In seguito si costruirono i palazzi esistenti e tutto il fianco del seminario con i negozi.

In quella strada fu necessario fare le fognature e per questo lavoro ebbe l’incarico l’ingegnere del Comune che trasmetteva gli ordini a mio babbo per l’esecuzione e la sorveglianza. Ma i lavori più impegnativi vennero dopo il terremoto del 1916 di cui parlerò in seguito.

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