La famiglia di Capelli Oreste oltre alla moglie comprendeva 6 figli: Sallustio il più grande, Remo, Irene, Vittorina, Roberta e Vittorio, morto quando aveva due anni in seguito a difterite.

Fra di noi ragazzi si era stabilito un buon rapporto e insieme nella soffitta avevamo costruito un grande castello dei burattini. Comperammo dei personaggi di cartapesta: Fagiolino, Sganapino, il dottor Balanzone, Sandrone e tanti altri, per vestiti mia mamma ci diede dei pezzi di stoffa e ci arrangiammo. Si invitavano tutti i ragazzi del vicinato e si dava spettacolo.

Un frequentatore assiduo della nostra casa era Giovacchino, il sagrestano della parrocchia di 4 anni più grande di me; essendo quasi analfabeta veniva a casa nostra e domandava a mia mamma di lasciarmi andare al cinema che avrebbe pagato lui; come ho detto faceva fatica a leggere e poiché allora il cinema era muto, bisognava leggere le didascalie riportate sullo schermo e lui si serviva di me.

Ma oltre a questo aveva un altro incomparabile pregio: possedeva tutti gli arredi sacri in miniatura e perciò in soffitta, poiché c’era tanto posto, in un angolo costruimmo un altarino in perfetta regola con tutti gli arredi necessri.

Giovacchino aveva anche la veste talare e la cotta, così alternavamo gli spettacoli con i burattini alle “funzioni” religiose.

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