Foto: “Questa fotografia era stata inviata in Egitto al corista Albani nonno di Corrado, che si trovava là in tournee a cantare nell’opera Aida. Nella foto gli amici del bel canto, mio babbo è con la bottiglia in mano”.

Una notte verso le due vennero delle persone e suonarono a tutto spiano il campanello di casa; mio babbo si alzò arrabbiato pensando che fosse qualche ubriaco, aprì la finestra con rabbia ma rimase senza fiato quando gli dissero che c’era un incendio nella sua trattoria.

Si vestì in fretta e corse subito a vedere. Trovò i pompieri che si adoperavano per spegnerlo ma erano arrivati in ritardo e l’incendio si era propagato a tutti gli ambienti. Quando fu spento albeggiava e si vide che i danni erano ingenti. Tutto era distrutto: piatti, suppellettili, tovaglie, le botti piene di vino appena arrivate erano completamente bruciate.

Quando la mattina con mia mamma andammo a vedere non c’era altro che cenere bagnata dalla quantità di acqua che i pompieri avevano versato. Tutto era perduto: non avendo nessuna assicurazione non vi fu nessun risarcimento ed avendo da pagare certe forniture rimanemmo senza soldi.

Mio babbo era disperato, non sapeva a che santo votarsi. Gli amici che, quando le cose andavano bene, erano sempre pronti a scroccare, dopo la disgrazia con poche parole dicendosi dispiaciuti per quanto era accaduto si dispersero come polvere al vento. Un amico era rimasto, ma abitava a Roma; era un maresciallo dei carabinieri che mio babbo conosceva fin da bambino e che ogni tanto veniva a Rimini a trovarci e lo ospitavamo in casa nostra.

Saputo della disgrazia, gli propose di raggiungerlo a Roma dove gli avrebbe trovato un lavoro. La partenza fu molto dolorosa per noi, mio babbo ci faceva coraggio dicendo che piano piano si sarebbe accomodato tutto e invitava a pregare sempre ed avere fiducia.

A Roma mio babbo, con l’aiuto del suo amico, aveva trovato lavoro presso un’azienda vinicola ma lo stipendio non era alto e il doverlo dividere in due parti lo rendeva misero. Scriveva spesso e diceva che sperava di trovare un lavoro più redditizio ma la cosa non era facile malgrado il suo amico si interessasse molto. Allora mia mamma si mise a lavorare per sbarcare il lunario e cominciò una vita di stenti e di miseria.

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