Il tramway a cavallo e Paolo Mantegazza, il sesto personaggio da sinistra. Fonte “Storia di Rimini” Bruno Ghigi Editore da Rimini Sparita

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Il tram partiva da Piazza Cavour e si inoltrava in via Gambalunga; all’angolo di via Gambalunga vi era un uomo con la bandiera rossa che fermava il traffico quando passava il tram e aveva un aggeggio attaccato a un bastone col quale puliva le rotaie. Il tram arrivava a Marina Centro.

Ricordo che nel periodo estivo per la stagione alta sulla spiaggia davanti al kursaal si mettevano tante girandole di fuochi d’artificio; oltre alle girandole il costruttore realizzava delle figure come l’arrotino che girava la cote e tante altre che destavano meraviglie; alla fine si lanciavano i razzi che lasciavano cadere miriadi di stelle colorate che entusiasmavano la folla.

In quelle occasioni il piazzale era gremito di gente e al termine dello spettacolo la gente andava di corsa a prendere il tram per tornare in città e data la ressa, c’era sempre chi non pagava il biglietto.

Quei poveri cavalli facevano fatica a trainare quel carico eccessivo malgrado le rotaie che agevolavano la marcia.

Noi però non abbiamo mai preso il tram: in quelle occasioni preferivamo andare a piedi.

Le prime vetture elettriche con la filovia sono entrate in azione nell’anno 1920-21 e mi sembra che il sindaco fosse il dottor Clari, ginecologo, bella figura e anche un galantuomo.

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