Foto: Scuola Elementare Ferrari, III classe, anno 1910. Guido è il primo bambino seduto sulla sinistra.

Per scarsità di aule, la quinta classe andava a scuola il mattino, la sesta il pomeriggio.

La vigilia di Natale, ero in sesta, il maestro non fece lezione e uno alla volta ci chiamava in ordine alfabetico e ci mandava a casa raccomandandoci di non fare rumore. Essendo il mio cognome Fabbri, ne uscirono parecchi prima di me ma nessuno aveva fatto gli auguri al maestro e quando fu il mio turno gli augurai Buon Natale. Dopo che ero uscito disse: “Finalmente c’è stat uno che mi ha fatto gli auguri”. Il seguito tutti i rimanenti, uscendo, gli facevano gli auguri.

Il maestro aveva un libro con molti racconti e siccome io leggevo molto speditamente, mi passava il libro e mi diceva: “Leggi questo racconto”, e avvisava gli alunni di stare attenti perché per compito a casa avrebbero dovuto fare il riassunto. Questo incarico mi dava molta soddisfazione, anche se non ero il primo della classe perché avanti a me c’era Bracconi, molto intelligente e dotato di una buona memoria.

Quella della lettura è stata la mia passione e per avere i libri da leggere mi abbonai in seguito alla biblioteca circolante “Silvio Pellico”, così lessi tutti i libri di Salgari, di Verne e di tanti altri autori.

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