Le tonsille e le adenoidi mi hanno disturbato fin dai primi anni della mia infanzia. Giocando e correndo sudavo e ciò mi procurava un ingrossamento delle tonsille e facevo fatica a deglutire.

Mio babbo mi portò dallo stesso dottore che mi aveva curato l’udito, perciò entrai in quell’ambulatorio con molto timore e quando disse che bisognava operarmi per asportarle mi misi a urlare e piangere e non ne volli sapere. Il dottore arrabbiato disse a mio babbo di ritornare quando fossi stato più calmo perché spaventavo gli altri bambini che aspettavano in sala d’aspetto.

Ma io non volli più tornare e promisi di non correre più: mi sarei accontentato di fare giochi che non mi facevano sudare.

Le corse con il triciclo non le facevo più e non sfidavo più Campana che mi prendeva in giro e questo per me era un grande dispiacere. Avevo il massimo riguardo e facevo di tutto perché non si ingrossassero e se qualche volta si gonfiavano non lo facevo capire. Così evitai l’operazione.

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